Fisiocorsi

Please wait while JT SlideShow is loading images...
Photo Title 1Photo Title 2Photo Title 3Photo Title 4Photo Title 5

ECM

Tutti i corsi Fisiocorsi hanno i crediti ECM o sono in fase di accreditamento
per Fisioterapisti, TNPEE, Medici.

 

Edizioni Fisiocorsi

Brochure generale dei corsi

download

Chi è online

 14 visitatori online
La Nozione di VPPB e sue Caratteristiche

rieducazioneTratto dal libro:Rieducazione delle vertigini di origine perifericadi J.L. Sagniez. Il vocabolo “vertigine” viene dal latino vertere che significa “girare”.

La vertigine è causata da un errore della sensazione propriocettiva e il malato ha l’impressione che il suo corpo o gli oggetti circostanti siano animati da un movimento rotatorio. Vede girare a grande velocità tutti gli oggetti che gli sono intorno.

La definizione che il paziente darà delle sue vertigini non permetterà sempre di capire al meglio il senso delle sue spiegazioni. Per lui, tutto è vertigine e i suoi disturbi si rapporteranno tanto a dei problemi visivi quanto alla sua situazione corporea in conflitto con l’ambiente.

Il malato di vertiginoso non sarà sempre in grado di distinguere tra la vertigine dovuta alla manifestazione di rotazione della scena visiva, riflesso di un interessamento del riflesso vestibolo-oculare, e i disturbi dell’equilibrio che si traducono in dinamica con degli sbandamenti,una deambulazione titubante, una deviazione nella marcia o in posizione statica per una instabilità che impedisce di mantenersi in piedi senza muoversi, riflesso di un interessamento vestibolo- spinale.

Per la medicina e il terapista, si tratta di un fenomeno soggettivo dettato dalla perturbazione della coscienza della posizione rispetto all’ambiente. In pratica, si tratta di una sensazione di movimenti rotatori, di proiezioni, di cadute, di pulsioni che arrivano a dare un difetto di orientamento nellospazio, che portano i malato ad essere disturbato nel suo ambiente spaziale.
Il malato vertiginoso andrà a consultare il medico con questa nozione di disturbo dell’equilibrio.

Bisogna ricordare che l’equilibrio normale, considerando la sua sintomatologia essenzialmente soggettiva, non deve essere percepito nel soggetto non patologico in modo che la mancanza di equilibrio sia sentita solo quando viene perturbato.
Il malato descriverà allo stesso tempo delle manifestazioni neurovegetative quali nausee, vomito,
oppressione respiratoria, sensazioni di malessere.

La letteratura definisce la vertigine come una sensazione erronea di rotazione del paesaggio, dell’ ambiente circostante. C’è però da constatare che quando il malato è disteso a letto, si gira, e vede la stanza girargli intorno, non è una sensazione erronea, è una sensazione vera. E’ di fatto reale.
Quello che c’è di effettivamente eroneo, è la rotazione della scena visiva. Se lei ruota, è a causa del movimento congiunto dei globi oculari, movimento ben specifico, che porta il nome di nistagmo.

Questi movimenti oculari involontari sono la traduzione di una perturbazione con interessamento dell’organo vestibolare o delle vie vestibolari periferiche o di una perturbazione dovuta ad una sindrome di origine centrale.

Le caratteristiche della vertigine

Bisogna essere sicuri e certi che la scena visiva giri, indicando così che la vertigine e le manifestazioni visive associate traducano l’interessamento del riflesso vestibolo oculare.

La vertigine appare in una patologia vestibolare quando c’è una assimetria di risposta tra i due recettori vestibolari, poiché i due sistemi lavorano in complementarietà.
Bisogna poter far precisare il senso della rotazione della vertigine. Ruota verso sinistra, destra, verso l’alto, verso il basso?

Bisogna determinare la durata di questa manifestazione vertiginosa; dura qualche secondo, più minuti o qualche ora? Il paziente potrebbe lamentarsi di una vertigine rotatoria di qualche secondo che appare sistematicamente quando porta la testa indietro e sempre dallo stesso lato. Le crisi possono ripetersi più volte nel corso della giornata. La comparsa della crisi può essere brutale, una grande tempesta vertiginosa con nausee, di durata molto breve. Il tempo di accorgersene ed è già terminata.

Bisogna anche precisare l’intensità con cui la vertigine viene vissuta. Essendo la vertigine una manifestazione sensoriale, sveglia l’attenzione del malato che completa il vissuto della vertigine con un valore affettivo. Questo valore affettivo può, dopo la crisi vertiginosa, essere stimolato durante situazioni particolari nella vita quotidiana e così risvegliare questo vissuto, cosa che dà al malato la sensazione di avere una nuova vertigine.

Le sensazioni vertiginose nella VPPB

Nelle VPPB, se il malato mette la testa in una posizione di inclinazione-estensione che scatena la vertigine, l’avrà.
Spaventato da questa sensazione di vertigine, fa un movimento della testa nella direzione opposta per ritornare nella posizione di prima, movimento che genererà una nuova vertgine ma nel senso inverso.
Attraverso questa esperienza, si rende conto che quando muove la testa, in questa posizione, si produce una vertigine ed il suo comportamento sarà di non muovere più la testa in quella direzione.

Allo stesso modo, poiché la gran parte delle vertigini di posizione si producono a partire dalla posizione sdraiata, l’orecchio malato verso il basso, quando al mattino la persona cerca di sedersi sul bordo del letto, nell’alzarsi, appare un’impressionante vertigine, si ristende immediatamente il che provoca un’altra vertigine per cui poi non osa più muoversi e rimane a letto.

Per esperienza, passata questa crisi iniziale, impara ad evitare tutte le posizioni della testa nello spazio che scatenano la vertigine. Il malato si renderà conto che se, per esempio, gira la testa a destra, la vertigine si avvia e che se rimane in questa posizione, scompare, per ritornare ad un successivo cambio di posizione e poi, sparire di nuovo.

Invece, girare la testa a sinistra non genera vertigine, né all’andata né al ritorno del movimento. Evitando i movimenti e le posizioni della testa che generano la vertigine, potrà vivere così per mesi ma anche anni, senza provocare la sua vertigine.
Ciò che comunque giustifica il trattamento di questo tipo di vertigine è che essa si può produrre con un movimento imprevisto in una situazione che può essere inabituale.
Per esempio, immaginiamo il soggetto in equilibrio su uno sgabello e che tenta di prendere in alto un oggetto non facilmente raggiungibile: alza la testa e l’inclina dal lato che scatena la vertigine, poiché, concentrato sulla finalità del suo gesto, dimentica di evitare il movimento scatenante.

La vertigine appare ed il rischio di cadere con tutte le conseguenze che la caduta può comportare. E’ dunque necessario trattare questo tipo di vertigine che di per sé non è grave ma che potrebbe provocare degli incidenti e delle ferite indotte da un movimento di difesa.